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e chiedimi perdono per come sono, perchè è così che mi hai voluto tu |
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30 marzo 2006
Buongiorno.
Era un po' che non scrivevo....
Ma scusate: non è per voi, ma per me....
E' una specie di terapia, come dire, autoanalisi pubblica....
Eppoi, capita, qualche volta, di addentrarsi nei meandri di mattine ancora sonnacchiose, con la pigrizia che quasi appesantisce le palpebre.
E ti senti un po' disorientato....
E in fondo, continui a non sapere cosa stai scrivendo, ma insomma: senti che ne hai voglia, semplicemente: ti va di farlo.
Non ha un senso preciso quello che ho detto, il che, però, non mi allarma: nemmeno la vita, in fondo, ne ha uno.
| inviato da il 30/3/2006 alle 10:15 | |
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6 febbraio 2006
Austerity
- Ho perso 15 chili - Caspita! ti sarai rifatto il guardaroba! - Quasi: ho comprato due cinture
| inviato da il 6/2/2006 alle 19:6 | |
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31 gennaio 2006
Dice il proverbio: un soldato da solo non fa la guerra. Niente di più sbagliato: guardate Bush... Il noto adagio, per acquistare efficacia, andrebbe riformulato così: un coglione, da solo, non fa danni. Così funziona meglio. Un esempio? Prendiamo lui, il mio preferito: il ministro Castelli. Non basta il Rubèrt, a fare danni, ci vuole un Berlusconi - stupidamente diabolico? diabolicamente stupido? - che lo faccia diventare ministro. E se non l'avessero fatto ministro? Beh... vuoi mettere da ingegnere? che fa crollare case e ponti? Saremmo daccapo: qualcuno gli avrebbe dato laurea e/o abilitazione, mettendolo così in condizione di nuocere. E se non si fosse laureato? Se non avesse preso un titolo di studio? Avrebbe fatto danni uguale? Certo che sì. E il proverbio? Come lo giustifichiamo? Semplice. Un corredo genetico così, qualcuno glielo avrà fornito.
| inviato da il 31/1/2006 alle 16:31 | |
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30 gennaio 2006
E' ovvio: appena arriva il tecnico, il pc si mette a funzionare. Nessun problema. Sono 250 Euri, Grazie.
| inviato da il 30/1/2006 alle 17:31 | |
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24 gennaio 2006
Si preannuncia un'altra giornataccia. Poco male. Ci sono abituato.
| inviato da il 24/1/2006 alle 9:37 | |
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23 gennaio 2006
Ah! Mi devo essere distratto... ultimamente ho un po' di lavoro... sì, di sicuro è colpa mia.... Frutto di una mia negligenza non averla sentita, perchè loro la dichiarazione devono averla rilasciata, PER FORZA.... Non possono non averla fatta.... Non possono. Quale dichiarazione? Ma quella in cui D'Alema e Fassino rendevano noto a tutti, dopo la legittima indignazione che ha fatto seguito all'approvazione della legge sulla prescrizione (Cirielli, o comediavolosichiama), che, nella malaugurata ipotesi che venga aperto un procedimento penale a loro carico, rinunciano sin d'ora alla prescrizione. Io non me ne sono accorto. Ma loro l'hanno detto di sicuro.
| inviato da il 23/1/2006 alle 16:53 | |
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29 settembre 2005
Auguri
Auguri a Silvio, a Sheva, e anche al Sav, mio dotto amico!
| inviato da il 29/9/2005 alle 9:45 | |
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12 settembre 2005
Era come me.
Scorbutica, asociale, un po' snob, non le piaceva essere toccata.
Era come me.
Si faceva volere bene.
Era come me, e se n'è andata.
Addio micina.
| inviato da il 12/9/2005 alle 9:32 | |
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19 luglio 2005
Io sono un neofita della rete, ma questa cosa dei link è fichissima. Così, in pratica, io posso scrivere che mi piace questo, questo e quest'altro. E tutti capiscono al volo.
| inviato da il 19/7/2005 alle 12:8 | |
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19 luglio 2005
free
Non c'è che dire. Suonare free jazz è difficile. Maledettamente difficile. Specie se ci si trova in formazioni ampie. Il free richiede un'attenzione, una concentrazione, una capacità di ascolto da impazzire. Peggio che la musica classica. In più, il rischio di sconfinare in una specie di caos cacofonico è sempre dietro l'angolo, quindi anche la tensione è su livelli fastidiosi. Però, se il pezzo riesce bene, la soddisfazione è enorme, forse maggiore rispetto a quella che si ricava suonando musica scritta. A me è capitato nello scorso finesettimana. Ho partecipato ad una rassegna di musica e immagini con musicisti che interagivano in modo assolutamentelibero e spontaneo tra di loro e con i video astratti cui era dedicata l'iniziativa. Un successo, devo dire. Oddio, non che ci fossero centinaia di persone, ma dato il degrado culturale in cui si trova il nostro paese, non è mica facile trovare persone che decidano di passare un sabato sera assistendo a qualcosa di originale, imprevedibile e che richiede attenzione ed impegno anche da parte dello spettatore. Per cui, grande soddisfazione, buon risultato artistico, totale improvvisazione, spontaneità... Eppure, nonostante tutto, se dovessi scegliere uno con cui fare cambio, io sceglierei lui. Oppurelui.
| inviato da il 19/7/2005 alle 12:4 | |
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